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LUMIX DMC-GX80

Panasonic-Lumix-GX80_1In un primo momento non avevo neppure preso in considerazione di recensire questa macchina, poi grazie alla disponibilita' di Fowa e di un incontro organizzato dalla ditta stessa dedicata a Panasonic e in particolare alla presentazione della Lumix GH5 ho avuto modo di prenderla in mano e quindi di dedicare qualche giorno al test.
Sto parlando della Panasonic LUMIX DMC-GX80 che piu' semplicemente nella recensione chiamero' Lumix GX80.
L'avevo scartata perche' mi sembrava la copia della Lumix G80 che ho recensito a Gennaio di quest'anno in questo blog. Per "copia" intendo che Lumix aveva racchiuso in un case diverso tutte le caratteristiche tecniche della G80. In un certo senso e' andata cosi' ma attraverso questo blog molti di voi mi hanno contattato per avere informazioni su questa fotocamera. Ecco che ho preso al volo la disponibilita' di Fowa, che naturalmente ringrazio, e analizzo accuratamente questa presunta "stessa indentita'" delle due fotocamere menzionate.

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Prendiamola in mano
La Lumix GX80 si presenta in maniera completamente diversa rispetto la G80 se analizziamo l'aspetto estetico ed ergonomico, e' di impostazione piu' classica, e' la naturale evoluzione della GX1, GX7 e GX8. Onestamente con le sigle dei modelli trovo Lumix un po' fumosa. La produzione di fotocamere di Panasonic e', per cosi' dire, molto affollata. Ci sono macchine per tutti i gusti e spesso si fa confusione, citando i vari modelli e' un attimo uscire fuori dal microquattroterzi. Ricordo che questo blog si occupa solo di questo standard, per cui delle macchine siglate G, quindi GM, GX, G, GH e GF (attualmente non piu' in produzione). Ricevo richieste attraverso il modulo contatti relative alle LX, FZ e TZ: pur essendo ottime macchine, tengo a precisare che non si tratta di fotocamere appartenenti allo standard microquattroterzi.
Direi che un fotografo che non trova la sua fotocamera ideale tra la produzione Lumix e' un fotografo che sa proprio cosa vuole, ce ne sono per tutti i gusti. Sembra quasi che Lumix non dia scampo a nessuno perseguendo molteplici strade. Non sta a me dire se questo e' un problema, certamente il cliente va correttamente guidato nella scelta altrimenti potrebbe diventare non cosi' scontato scegliere il modello adatto.
Torniamo alla nostra Lumix GX80. Se mi concedete di classificare le fotocamere come Simil-Reflex e Simil-Leica allora la Lumix G80 segue il primo filone, macchina sagomata come una reflex, sportiva, adatta agli utilizzi "da combattimento". Per Simil-Leica intendo la fotocamera classica, elegante e lineare e direi che la GX certamente appartiene a questo gruppo.
La Lumix GX80 presenta un corpo molto semplice, ricco di pulsanti sulla parte posteriore ma semplice ed "essenziale" nella parte superiore dove troviamo la rotella delle modalita', tasto di scatto, tasto di recording e la rotella dei diaframmi (comunque ad uso programmabile).
Se osserviamo la macchina dall'alto ci sembra davvero una fotocamera d'epoca ma nel momento in cui la si gira e la si guarda posteriormente ecco che si torna ai giorni nostri. A parte il classico pad del cursore con le abituali funzioni di ISO, WB, centratura focus e modo di scatto ci sono ben 4 tasti funzione ed una ulteriore rotella (programmabile).
Il tasto di accensione e' appena sotto la rotella delle modalita', sicuramente pratico per la sua posizione ma personalmente lo trovo un po' antipatico e non di immediato azionamento.
Il mirino e' completamente decentrato a sinistra e il diplay non e' completamente ruotabile bensi' "tiltabile".
La macchina e' suffcientemente grande per essere ben "ancorata" in mano ma non gode delle sagome tipiche della reflex che garantiscono la presa ben salda, da qui s'intuisce che la macchina e' destinata ad un fotografo classico. La forma mi fa consigliare questa macchina ai fotografi street e ai viaggiatori. Difficilmente ai professionisti che sicuramente prediligono di piu' le forme della Lumix G80. Poco adatta all'azione anche se tecnicamente lo sarebbe ma questo lo vedremo dopo.
La macchina pesa 426grammi e larga 122mm, alta 70,6 e profonda 43,9mm al massimo avendo una protuberanza per la mano destra ed un oculare che porta via circa 25mm in profondita'. E' ben costruita, in metallo, finiture precise e con tasto e sportelli robusti. Non e' tropicalizzata.
E' provvista di uno sportello laterale che cela un'uscita HDMI e l'USB che funge anche da carica batteria. Lo sportello inferiore da' l'accesso allo slot della memoria e alla batteria.
Nella pulizia lineare della parte superiore trova posto il flash Built-in che, una volta aperto, appare un po' basso e purtroppo non ha possibilita' di essere posizionato verso l'alto.

Introducendo la recensione mi riferivo a quanto questa macchina, tecnicamente, assomigli la Lumix G80. Rimanendo su questo parere ho pensato, per non essere ripetitivo, di invitarvi a leggere la recensione della G80 e sfruttare questo spazio per approfondire alcune caratteristiche del tutto speciali introdotte in queste ultimissime fotocamere da Lumix.

E' bene sapere quindi che la Lumix GX80 utilizza lo stesso sensore della Lumix G80 condividendo cosi' le performance a livello qualitativo delle foto e la resa ad alti ISO. Per i videomakers e' importante sapere che la Lumix GX80 non dispone di nessuna connessione per un microfono esterno.

Il Post Focus
Come la Lumix G80 anche la la GX80 dispone di questa interessante caratteristica, vediamo di cosa si tratta.
Sostanzialmente la macchina da' la possibilita' di decidere cosa mettere a fuoco dopo aver realizzato la foto. Detta cosi' sembra semplice, infatti basta abilitare la funzione e scattare la foto. La fotocamera riprende la scena e successivamente nel display propone di salvare il fotogramma desiderato selezionando l'oggetto che si vuole a fuoco, naturalmente si possono salvare anche piu' foto e lo si puo' fare anche in un secondo momento.
Ora, i fotografi che mi stanno leggendo si chiederanno come questo sia possibile. In effetti non ho trovato informazioni tecniche da parte di Panasonic, il meccanismo tende a celare cio' che in realta' succede lasciando al fotografo solo la scelta del fotogramma. Ho cercato di approfondire e ho capito che in realta' la macchina non fa qualcosa di molto strano, in un primo momento pensavo scattasse molte foto trasformando il display in un semplice "selezionatore di scatto preferito". In realta' ho compreso che la macchina fa un video MP4 in 4k, fa una ripresa video selezionando in cascata tutti i punti di messa a fuoco che ha ritenuto opportuno selezionare. Dopodiche' nel display propone al fotografo quale oggetto vuole a fuoco e una volta scelto scompone l'MP4 ed estrae, in formato jpeg, la foto relativa all'oggetto messo a fuoco.
Semplice no? Ovvio che la limitazione sta nella risoluzione, infatti, usando lo stack focus si generano foto 4K (che equivalgono circa a 8mp). Geniale? Diciamo che probabilmente era l'unica strada per arrivare al risultato e secondo me come soluzione e' molto valida.
E' ovvio che, se sotto-sotto c'e' un video, allora va da se' che le immagini in movimento possono risultare incongruenti tra di loro. Io ho fatto alcune foto a soggetti fermi e devo dire che il risultato e' stato eccellente.
Sottolineo quanto queste tecniche possano portare i fotografi neofiti ad avere dei risultati a volte davvero strepitosi, decidere a postumi quale scatto sia in realta' quello migliore o quello voluto apre a ventaglio infinite possibilita'.
Ripeto che la selezione degli scatti a fuoco puo' essere fatta anche in un secondo momento e io consiglio di fare cosi'. Bastera' riprendere con il player della macchina il frame in questione e selezionare lo scatto.

In queso caso abbiamo scelto di generare due fotogrammi:




Il Focus Stacking

Il Focus Stacking segue un po' la stessa tecnica di realizzazione, pero' il fine e' diverso. Scegliere di lavorare in focus stacking significa voler avere una foto con la massima profondita' di campo possibile. Tutti sanno che questo risultato e' molto difficile in realta', significa operare con diaframmi molto piccoli (con la conseguente necessita' di maggiore luce) e molto spesso la chiusura del diaframma non basta per arrivare al risultato voluto. La macchina, in funzione di Focus Stacking, esegue una ripresa come nel Post Focus, ossia generando un MP4. Il fotografo, attraverso il display, puo' scegliere quali oggetti mettere a fuoco e la macchina esegue una fusione degli scatti relativi alla scelta e genera il fotogramma voluto. Spesso un fotogramma impossibile da ottenere in realta' con quella attrezzatura, ma di eccezionale fattura.
Penso che questa funzione sia ideale per la macrofotografia, dove le distanze minime non permettono profondita' di campo ampie. Utilizzando il focus stacking avremo macrofotografie con pdc notevole, come se avessimo lavorato con diaframmi molto chiusi ma senza gli inconvenienti che questo puo' portare.

In questo caso abbiamo selezionato tutte le aree e la foto risultante e' una foto "impossibile" da fare con i diaframmi disponibili, ossia con una pdc infinita.

Ecco il riassunto del focus Stacking e post focus. Lo scatto che ho realizzato e' solo uno, poi in un secondo momento, dal menu' della macchina, ho prodotto 3 scatti: rispettivamente con fuoco al paesaggio,  focus al mirino e con tutto a fuoco.

Lo Scatto 4K
Ormai la risoluzione 4K e' cosa conosciuta, ricordiamo che ad introdurla nel microquattroterzi e' stata proprio Panasonic, con la Lumix GH4. Rammento che e' uno standard spesso usato sui video che raggiunge gli 8 milioni di pixel (circa) per fotogramma.  
Badate bene che pero' in questo frangente non parliamo di video  ma di scatto 4K!
Ossia una raffica di 30 fotogrammi al secondo che generano immagini da 8 milioni di pixel. Questo naturalmente significa seguire una scena dinamica e poter, in un secondo momento, intervenire per la scelta dello scatto piu' interessante di tutta la sequenza. Ovvio che si potrebbe raggiungere lo stesso risultato effettuando un video e poi, con un pc, estrarre il jpeg dal file. La funzione di scatto 4K ci risparmia questo processo eseguendo gia' in macchina la selezione dello scatto preferito della sequenza.

Tecnologia DFD
La tecnologia DFD (Depth from Defocus) e' certamente una caratteristica di cui il fotografo solo indirettamente puo' beneficiare e che quindi non corrisponde esattamente ad una funzione. Sostanzialmente e' un'ottimizzazione dell'algoritmo della messa a fuoco a contrasto. Anche quando la macchina apparentemente non sta facendo nulla, esegue una ricerca nella scena confrontando la stessa immagine con diverse profondita' di campo e cercando di individuare cio' che il fotografo potrebbe voler mettere a fuoco. Presumo che questo sistema preveda la modulazione del diaframma ma e' una cosa di cui non ho trovato conferma, ad ogni modo fa si' che nel momento in cui si effettua la vera e propria messa a fuoco la macchina sia molto piu' reattiva nel trovare il punto di fuoco avendo effettuato gia' dei calcoli preventivi. Questo sistema era gia' stato messo a punto nella Lumix GH4 ma in queste macchine e' stato ulteriormente migliorato cosi' da permettere tempi di messa a fuoco davvero sensazionali.
Infatti, come gia' dicevo per la Lumix G80, l'impressione nell'utilizzare queste macchine e' quello di avere delle fotocamere sempre pronte allo scatto e infallibili nel risultato.

pre-Burst
Diciamo che Panasonic, nella funzione 4K si e' sbizzarrita assai. Vediamo di cosa si tratta. Abilitando il 4K PRE la macchina scatta ma presenta al fotografo la possibilita' di scegliere un buon numero di scatti, ossia tutti gli scatti relativi alla scena inquadrata un secondo prima e un secondo dopo dello scatto effettivo. Tecnicamente Panasonic utilizza sempre lo stesso modo, genera un MP4 a 4K e poi propone al fotografo un semplice menu' per selezionare il jpeg da estrarre.

In questo caso ho puntato piuttosto casualmente l'obiettivo verso il vetro del mio acquario e ho scattato. Poi la macchina mi ha proposto gli scatti possibili ed ho selezionato quello che mi piaceva di piu'. Da notare anche il crop che secondo me appare notevole tenendo conto dei 3200 iso e il 4K.


HDR
Ne abbiamo parlato spesso durante i test di altre fotocamere in quanto la funzione di HDR ormai non e' piu' una notizia nel mondo micro4/3.
Anche la GX80 ha questa funzione, e' configurabile, la macchina scatta velocemente una serie di scatti con esposizione diversa, la fusione in questa macchina e' particolarmente veloce e il risultato e' sempre ottimo. Questa funzione prevede anche delle configurazioni che vanno dall'AUTO all'escursione di 1,2 e 3 EV.

In defnitiva, scegliere Lumix GX80 o Lumix G80?
Non e' difficile scegliere, essendo focalizzati su questi due modelli si e' gia fatta molta selezione.
Panasonic, presentando due macchine dalle carattersitiche tecniche simili, non ha certo fatto un doppione. La Lumix GX80 e' rivolta ad un pubblico sicuramente meno sportivo, la mancanza di tropicalizzazione del corpo parla chiaro, la forma piu' classica stabilisce gia' l'intenzione. La Lumix G80 e' una reflex-style, tropicalizzata, sagomata in modo da dare una facile presa per una azione decisa, leggermente piu' costosa ma rimanendo in un rapporto qualita'-prezzo straordinario.

Alcune riflessioni sugli scatti in 4K
Come avrete letto Panasonic, in questi ultimi modelli, si e' mossa molto bene in un campo che gli e' amico, ossia nel video ad alta risoluzione.
Per chi non ha ben chiaro il 4K e' uno standard che fissa la sua risoluzione in circa 8 mega pixel. 4K sostanzialmente sta per "4000", ossia il numero di pixel, circa, che ogni frame presenta nella propria dimensione orizzontale. Preciso comunque che stiamo parlando di una fotocamera con 16 milioni di pixel, certamente Panasonic per ridimensionare la mole di lavoro per il processore dell'apparecchiatura gestisce tutte le funzioni menzionate in questa recensione lavorando su un file piu' piccolo, appunto 4K. Molti di voi penseranno che questa possa rappresentare una limitazione ma io inviterei tutti a riflettere sulle finalita' che molto spesso hanno i nostri scatti. Lavorare con tutti questi gadgets da' sicuramente una marcia in piu' alle proprie possibilita' se poi il nostro fine e' quello di vedere le foto a video, oppure postarle in qualche Social Network o, ancora, tenerle a portata di mano in uno smartphone beh... allora direi che ci troviamo di fronte allo strumento perfetto per noi.
Mi ritrovo spesso ad essere nostalgico e conservo ancora una vecchia Olympus E1 che ha ancora 5 mega pixel. Se non ho grosse esigenze di stampe ingrandite francamente mi ritrovo ad avere dei grossi benefit in quanto con 5 megapixel consumo poco spazio negli archivi dei miei HD, con tempi molto veloci di copia e con una risoluzione perfetta per poter diffondere le mie foto in rete. Quindi, lo scatto in 4K, considerando le funzioni delle macchine Panasonic, non lo trovo affatto un deficit.

Vi ricordo che tutte le foto presenti in questo articolo non sono assolutamente postprodotte, sono JPEG prodotti dalla fotocamera.

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