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Olympus Pen F

olympus-pen-f-6Perche' Pen F ? Olympus ripercorre una strada vecchia di qualche decennio, la Pen F era una serie di prodotti degli anni '60 che vedevano un corpo analogico esteticamente molto simile a quello attuale corredato di ottiche manuali di ottima fattura. Personalmente possiedo una vecchia Pen targata 1965, queste macchine avevano la caratterisitica del "mezzo formato", scattavano due foto in un fotogramma da 35mm. Questo significava che un rullino da 36 foto ne produceva ben 72. Dal sistema Pen F, su cui lavoro' il celebre Ing. Maitani, nacque il sistema piu' compatto e tecnologico di quell'epoca, il sistema Reflex OM.
Passano gli anni, veramente tanti, magari non con la stessa successione ma nel 2016 Olympus esce con questa stupenda microquattroterzi, "la nuova Pen" per alcuni, ma prendendola in mano, scorgendo un buon display robusto completamente ruotabile e il mirino direi che con la Pen E-P5 precedente non c'entra proprio nulla.
Inizio questa recensione con un po' di emozione, pensando che per certi versi sono stato un po' severo con il test precedente (E-M10 MKII) qui mi ritrovo in una situazione dove la severita' dovro' fare un grande sforzo per trovarla. Premetto che questa fotocamera, personalmente, mi piace moltissimo, ci ho trovato pochi difetti ed esteticamente e' una (se non "la") migliore fotocamera che Olympus abbia mai fatto nell'epoca digitale.
Pero' devo fare il blogger obiettivo, cerchero' di usare la macchina con fare "distaccato", confesso che non vedo l'ora di portare a termine il test, comprarmene una e usarla senza per forza dare pareri tecnici, semplicemente per fotografare con un oggetto piacevole, sia alla vista che al tatto.
Conta poco tutto cio'?

olympus-pen-f-4In Mano
E' un prodotto pregiato, in alluminio, pesante, nemmeno 50 gr meno della Olympus OMD E-M5 MKII, il corpo e' disponibile sia Black che Silver. Questioni estetiche e quindi passibili di interminabili confronti che non portano a nulla. Sono piuttosto pratico, per esperienza so che una macchina cosi', in versione Silver, in ambienti poco raccomandabili viene notata subito da chi vive di scippi e furti, quella nera passa piu' inosservata. La macchina e' in alluminio, ovviamente quella Silver lo da' a vedere di piu' ma entrambe sono robuste, quella nera ha le serigrafie piu' in vista e forse per certi versi e' piu' usabile quando la nostra vista da vicino non e' piu' quella di una volta.
A macchina spenta si ha la chiara sensazione che molti passi sono stati fatti verso l'usabilita' tradizionale rispetto la OMD, se escludiamo diaframma ed ISO solo guardando come sono posizionate le rotelle sappiamo com'e' tarata la macchina. Spicca infatti (novita' assoluta in queste macchine) una rotella sulla destra per la correzione dell'esposizione con le tacche serigrafate bene in vista. Ho fotografato con un certa correzione 5 minuti fa? Di certo non sara' una sorpresa al momento della ripresa della prossima foto in quanto, come accadeva un tempo, nel momento in cui prendero' la macchina in mano sapro' gia' com'e' settata. Non solo, nella parte anteriore la macchina ha un vistoso nottolino che la pone nelle modalita' di sviluppo, a colori, in bn oppure con gli arti filter. Aspettate, non e' finita, e' tutto una frazione di secondo ma la dovremo pure accendere questa macchina, bene, ecco cha sotto le dita della mano sinistra ci troviamo la rotella per accenderla, un'ubicazione perfetta in quanto li' la mano devo mettercela per forza e non devo cercare su posizioni inconsuete. L'ha fatta un fotografo questa macchina? Si', penso proprio di si', spero che quel tecnico che dava certe soluzioni precedentemente resti imbavagliato nello sgabuzzino per un po' di anni.
Ho provato questa macchina con il mZuiko 17mm F1.8 e con il mZuiko 45mm F1.8, perfetti per l'uso di questa fotocamera, peccato che non abbiano il controllo del diaframma in ghiera altrimenti sarebbe stato tutto perfetto.
pic-3Sono convinto che ogni fotografo abbia il suo approccio e che potrei sembrare un "arcaico", ma altrettanto decisamente penso che la nascita di un vera fotografia avvenga nel momento in cui si vede una scena, da li' al momento dello scatto deve passare meno tempo possibile, tenendo conto che non abbiamo sempre la macchina in mano credo che il tempo di impugnarla sia fondamentale per poter "controllarne" i settaggi, portare l'occhio al mirino e scattare. Per ottimizzare i gesti, il tempo di portare la macchina al mirino puo' essere lo stesso per controllare come e' configurata. La peggior cosa che si possa fare e' portare l'occhio al mirino e perdere tempo sulle impostazioni....
Non vi ho parlato del display vero? Infatti, lo apro e lo uso solo per fare la recensione, in realta' non lo usero' mai se non quando dovro' usarla "a pozzetto" alla Vivian Maier nella mia street photography, oppure quando la mia schiena non mi supportera' in determinate posizioni.
Il display e' robusto, si fa fatica ad aprirlo, per farlo si ricorre a fare leva con l'unghia, io lo avrei sagomato diversamente. La mia scelta di tenerla sempre chiuso diventa discutibile nel momento in cui lo apro spesso, non e' mai un'operazione agevole se lo si fa spesso diventa inutile.
Il display e' ben 3.0" e copre gran parte della parte posteriore della macchina relegando uno spazio molto piccolo ai pulsanti fisici. Il fatto che sia tattile introduce il fatto che il display stesso dia la possibilita' di controllare molte opzioni.
L'alloggiamento della batteria e' lo stesso della SDCard, lo sportello si apre agevolmente a scatto, avrei preferito due alloggiamenti diversi ma ormai abbiamo capito che e' una soluzione adottata solo da macchine destinate all'uso professionale.
L'oculare del mirino e' rotondo, fa venire voglia di guardarci dentro ma purtroppo sappiamo che in queste macchine, per vedere la scena, bisogna accenderle.... :)

pop12_f

Pen F degli anni '60

L'accendiamo?
Commettiamo il peccato di accenderla. Devo dire che molta magia, a questo punto svanisce, e' fisicamente un oggetto meraviglioso ma siamo pur sempre di fronte una mirrorless, ossia una fotocamera digitale moderna, tecnologicamente molto avanzata, probabilmente di costruzione impensabile solo qualche anno fa. L'interruttore di accensione e' pratico, al posto giusto, la mano sinistra solitamente e' solo da supporto in fotografia, in questo caso non Olympus non ci fa cercare nulla, portando la macchina alla composizione si puo' accenderla senza problemi. Vorrei che Olympus tenesse questo riferimento di accensione per un po' e ceh non lo spostasse piu'.....

Nella Olympus Pen F pulsa il cuore tecnologico delle ultime Olympus OMD che stanno scrivendo la storia delle mirrorless: il Processore TruePic VII.
L'accendo con l'occhio nel mirino, dopo un secondo la macchina risulta pronta per scattare. Su altre digitali di questa caratura ho registrato tempi piu' brevi, il tempo per altro coincide con quello di ritorno dallo sleep mode per cui penso che si tratti di tempi fisici di ritorno da standby delle periferiche.
Ora che e' accesa torniamo un attimo ai comandi. Sempre con l'occhio al mirino sotto le dita della mano destra controllo tutto e di piu'. Attenzione, e' una cosa importante per chi usa la macchina, vero anche che bisognerebbe usare solo questa e spesso ma rendiamoci conto che i tecnici di Olympus in questo caso hanno fatto un gran lavoro.
Cominciamo dal pollice, a seconda del suo allungamento (quindi senza troppi movimenti) si trova a regolare ben tre ghiere e un pulsante funzione. Tutti e quattro senza dubbio ben accessibili senza collisioni con la fronte. L'indice ha il controllo sulla rotella frontale e sul pulsante di scatto, infine i l dito medio ha il controllo sul nottolino che decide come dovra' essere la foto (colori,bn,artfilter), devo dire che questo nottolino ha un movimento un po' troppo scattoso per controllarlo cosi' ma ci si puo' abituare. Infatti e' irrinunciabile scattare in bn con questa macchina, provate se avete l'occasione, nel momento in cui commutate in bn nel mirino viene visualizzato un menu' dove potrete decidere il filtro colorato (digitale) da anteporre. Dico da sempre che le foto in bn migliori nascono su campo perche' cosi' bisogna concepirle e questo strumento offre il massimo in questo senso. Per tornare a selezionare il filtro basta agire sulla ghiera a slider ed il nuovo filtro sara' pronto per essere attivato e non dimentichiamoci che si tratta di una mirrorless per cui ogni effetto lo vediamo subito... prima di scattare.
Mi sono soffermato molto sul fatto di scattare in bn perche' questa macchina sembra fatta per questo, foto "veloci", d'impeto, da strada.
E il rumore di scatto? Non e' forse importante? Non e' poi molto felpato come vorrei, e' piuttosto metallico, pero' e' un rumore fuorviante in quanto sembra che l'otturatore inneschi vibrazioni, in realta' appoggiando il palmo dolcemente al fondello la macchina resta granitica. Secondo i miei gusti sicuramente un miglior scatto rispetto OMD, piu' discreto.
L'otturatore e' meccanico ma la macchina ne dispone anche di uno elettronico che eleva la velocita' di scatto massima da 1/8000 a 1/16000. L'otturatore elettronico e' perfettamente silenzioso, ha il limite che non lavora oltre i 360 ISO.
Il mirino, a guardare la macchina ci si aspetterebbe un mirino piccolo, in realta' e' perfetto per l'utilizzo di questo tipo di macchina, ha 2360 punti, non teme effetti cometa o vibrazioni particolari. E' un ottimo mirino, l'oculare rotondo non si sposa perfettamente con l'uso degli occhiali e non mi da' l'impressione nemmeno che si possa sostituire. A chi e' abituato a fotografare con gli occhiali consiglio di provarla, giusto per evitare sorprese, talvolta e' questione di tecnica. Per il mio tipo di occhiale sinceramente l'effetto e' stato catastrofico. Ho sfruttato la regolazione delle diottrie e ho preferito utilizzare la macchina senza occhiali.

pic-1Inconveniente risolto
La Olympus Pen F nelle pause di ricarica-batteria ha sistematicamente "dimenticato" la data e l'ora. Va da se' che le macchine all'interno hanno una piccola batteria tampone che serve a tenere memorizzato il real time, si tratta di batterie che hanno una vita medio lunga, spesso sono ricaricabili (si caricano attraverso la batteria vera e propria) e comunque hanno sempre un loro ciclo di funzionamento.... dipende dalla qualita' della batteria e del circuito di ricarica. Nelle macchine datate perdono addirittura la carica.
In questi ultimi tempi i dispositivi mobili, soprattutto quelli industriali non utilizzano la batteria bensi' un condensatore, in gergo si chiama superCap, ha una capacita' di ritenzione dell'energia che spesso dura anche una decina di giorni. Di gran lunga si e' visto che e' la soluzione migliore in quanto non ha mai bisogno di essere sostituito. Su uno strumento di utilizzo frequente il superCap non arriva mai a scaricarsi del tutto.
Francamente l'inconveniente della Pen F mi ha fatto pensare a questa cosa, in quanto in passato mi era solo successo su macchine datate (ad esempio su una E400, sempre che la parola "datata" possa essere usata). C'e' un superCap all'interno della Pen F per "tamponare" l'RTC? Non lo escludo e se dovesse essere cosi' non la trovo nemmeno una cattiva idea, questo mi assicurerebbe un'efficienza assoluta nel tempo se lo strumento lo usero' abbastanza spesso.
Ad ogni modo se dovesse succedere anche a voi non disperate, tenete la macchina accesa per una giornata, anche senza utilizzarla, vedrete che il problema non si presentera' piu'....

Il benedetto rumore
Non capisco ma mi adeguo, fino a qualche anno fa per vendere una digitale si andava a parare sul numero di megaPixel, era un indice per "rapire" soprattutto chi di fotografia digitale ci capiva ben poco. A seconda del numero di Pixel si determinava la qualita' della macchina. Ora pare che il mondo abbia fatto un passo avanti quindi si e' pensato bene a muovere l'asticella verso la "tenuta" dell'immagine ad alti ISO. Ecco che fotografare a 6400 o piu' ISO senza avere del rumore nel fotogramma e' diventato un must quando si parla di qualita' assoluta.
Cio' non e' vero, assolutamente. Non e' una caratteristica determinante. Punto. Tuttavia finche' regge questa balla assumiamoci l'onere di pubblicare questi test che naturalmente a molti serviranno per capire se e' il prodotto che fa per se'.
La nuova Olympus Pen F sposta il limite ulteriore oltre ogni previsione. Il muro dove vige la scritta che un sensore "piccolo" e' rumoroso e' sempre piu' precario e ormai puo' essere demolito. Proprio perche' sui sensori di dimensioni piu' contenute i brand ci hanno lavorato particolarmente e sono riusciti a far fare salti tecnologici piu' rilevanti.
Essendo un test molto noioso e che giudico inutile abbrevio il tutto pubblicando le foto riprese a vari ISO, il giudizio mettetecelo voi.

Art Filter
Nelle recensioni precedenti spesso ho dato spazio a questo argomento, se si parla di mondo 4/3 per quanto riguarda Olympus non possiamo non dare attenzione a questa funzione. Fondamentalmente si tratta di un concetto ad importanza piu' politica che tecnica. Se sulla fotocamera esiste una funzione che fa si' che il fotografo passi meno tempo davanti al computer e piu' tempo a fotografare significa che c'e' un intento specifico da parte della casa produttrice.
La Olympus Pen F mantiene questo stile, gli Art Filter sono davvero tanti, sono anche modificabili e il fatto di impostarli con una ghiera a parte rispetto a quella PASM chiarisce ancor di piu' l'utilizzo tecnico del mezzo.
Ci tengo a sottolineare che gli Art Filter sono molto pericolosi, come tutte le cose andrebbero usati con cautela. Le foto prodotte da questi filtri sono a lungo andare monotone.

Soddisfano piu' i palati popolari che quelli sopraffini dei cultori dell'immagine. Ricordate anche che l'uso di un filtro particolare deve essere anche motivato, anche le "pellicole" dei film moderni sono trattate, ma e' un procedimento che trova sempre un fondamento sul senso che si vuole trasmettere. Spesso e' legato alla moda del momento, e la foto e' uno strumento che deve essere supportare il tempo e le mode. Non vorrei che ricordassimo il 2015 e il 2016 come gli anni del Dramatic Tone.
E' buona norma scattare, in questo caso, Raw+jpeg.... casomai i nostri gusti, un giorno, si allontanassero dall'Art filter in voga nel momento.

Tuttavia e' buona norma sapere che dei risultati professionali, magari meno piacioni ma da cui puo' nascere un nostro stile davvero originale, si hanno sempre e ancora con l'utilizzo di un buon programma nel nostro fidato Personal Computer.

 

Giusto per fare un confronto di come un Art Filter possa davvero cambiare le cose.



Chicca

C'e' una situazione che in questi giorni, fotografando, ho vissuto e vorrei condividere. Il piacere di fotografare e farlo con il giusto strumento che mi permetta in pochi gesti di avere il massimo (qualche volta anche il minimo data la complessita' di certe macchine) non ha prezzo.
Parlavo di come la Olympus Pen F abbia un pronunciato livello di ergonomia, le dita della mano destra davvero possono attivare funzioni in maniera molto facile nel momento in cui stiamo comodamente "affacciati" al mirino. La ghiera frontale che cambia il modo di ripresa: Mono, Color e Art Filter nel momento in cui si seleziona un'opzione il mirino illustra degli strumenti di uso molto semplice e utile. In particolar modo ho gradito l'impostazione dei filtri colorati nella ripresa bn e, nel caso della ripresa a colori, uno strumento davvero interessante che in maniera del tutto esauriente regola la saturazione dei colori, anche in modalita' selettiva. Quest'ultimo in particolare lo trovo geniale e, visualizzato nel momento in cui si seleziona, rende il tutto ancor piu' fruibile in quanto la scena da riprendere e' decisa in quell'istante. Infatti, grazie al fatto di avere una mirrorless e selezionando lo strumento che ho descritto, si potra' decidere sul momento ed a seconda del nostro gusto come la scena dovra' essere riprodotta.

Pulsanti funzione
Anche qui un concetto che ormai Olympus cavalca da tempo in maniera direi vincente, i tasti funzione. La Olympus Pen F e' provvista di 3 tasti funzione che da menu' possiamo personalizzare. Nessuna novita' fin qui ma devo dire che uno sforzo ulteriore va fatto. Le funzioni da associare ai pulsanti sono ancora poche, dovrebbero essere estese.

Il Menu'
Nota dolente della macchina. Le funzioni messe sul piatto dell'offerta da parte di Olympus sono davvero tante. Se la valutazione del prezzo si basasse su questo, la fotocamera costerebbe un patrimonio. In perfetto stile Olympus, che vuole che ogni funzione supportata dalle fotocamere precedenti sia sempre ereditata dalle macchine successive, ci troviamo, in questo caso, con una macchina che vanta di un enorme riassunto di funzioni. Il menu' delle opzioni e' davvero esteso, ci si perde... soprattutto se si vuole ritrovare qualcosa che si usa raramente. Olympus puo' e deve coprire questo problema che va aldila' dell'ordine in cui sono raggruppate le funzioni, non sto criticando gli insiemi, sicuramente una logica esiste. Cio' che non esiste e' un menu' che "impila" le ultime funzioni utilizzate o che, a piacimento del fotografo, decida quali voci riportare e quali non far apparire.
Per dovere di cronaca riassumo le funzioni piu' famose:
HDR
Compensazione linee cadenti
Timelapse
High Res
TeleConverter elettronico
Esposizione multipla
WIFI
Video (Full HD 1920x1080 3op)

Autofocus
La Olympus Pen F lavora a contrasto, la Olympus OM-D E-M1 continua ad essere, quindi, l'unica macchina che puo' contare su entrambi i sistemi di messa a fuoco, fase e contrasto.
Non trovo la situazione come una limitazione, la Olympus Pen F rimane comunque una macchina elegante, un doppio sistema di messa a fuoco la vedrebbe utilizzare con profitto gli obiettivi "vecchi" 4/3 ma sicuramente con un'ergonomia discutibile viste le dimensioni di questi. Per cui trovo giusta la decisione di Olympus.
La macchina lavora con ben 81 aree di messa a fuoco a contrasto, inutile dire che la velocita' di messa a fuoco e' veloce ma di bello ho trovato un sensibile miglioramento nell'aggiustamento della messa a fuoco in scarsita' di luce. La macchina si aiuta anche con un led di puntamento ma dubito che con le scene all'aperto possa aiutare, ovvio che anche il fotografo deve saper sfruttare le opportunita' della scena, puntare il punto AF sul cielo terso e pretendere la messa a fuoco e' banalmente improbabile ma puntare in un punto di contrasto, far aggiustare il fuoco alla macchina per poi ricomporre la scena e' una strategia che un fotografo deve aver ben chiara altrimenti e' bene che si compri uno smartphone e fotografi con quello. Quindi, sapendo come opera la macchina, la Olympus Pen F rimane uno strumento molto potente nella messa a fuoco, gli scatti "buttati" sono davvvero pochi, anche nelle situazioni in cui i soggetti (bambini e animali) risultano essere per certi versi inarrivabili, la fotocamera e' sempre molto reattiva ed efficiente.
Anche il numero di scatti al secondo e' davvero sostenuto se pensiamo sia "una macchina da passeggio", ben 9 fotogrammi al secondo.

La Olympus Pen F e' una macchina entry level del microquattroterzi?
No, non lo e'. Lo dice il prezzo, lo dicono le funzioni, lo dice la fattura fisica, lo dicono le performance. Sbagliato sarebbe confrontarla con le fotocamere di segmento basso della concorrenza. Sarebbe impietoso per ambo le parti. La Olympus Pen F e' comparabile ad una Olympus OMD di fascia alta, magari non tropicalizzata, sicuramente dalle linee piu' attraenti e con un sensore completamente nuovo. L'aspetto e' vintage ma e' riduttivo definirla tale. E' bella ed elegante, i modelli OMD non sono cosi' eleganti. Chi decide per Pen F anziche' OMD lo fa anche per un gusto estetico..... non certo per le performance.

Sensore nuovo
Nei giorni in cui ho provato la Olympus Pen F ho avuto l'occasione di usarla spesso in scarsa presenza di luce, verso sera all'imbrunire. Non volendo usare il flash ho pensato di sfruttare lo stabilizzatore e la possibilita' di fotografare a 1600 o 3200 Iso senza grossi problemi. Questi momenti di criticita' di luce offrono anche degli scenari con escursioni molto estese di luce. Ecco che mi sono trovato all'oscuro sotto i portici cittadini ma con ampie porzioni di fotogramma illuminato. Queste situazioni hanno la necessita' di essere riprese con sensori che abbiano una gamma dinamica piuttosto spinta. Non c'era nulla di meglio per dare muscoli al nuovo sensore.
Certo, nuovo! La Olympus Pen F monta un sensore da 20MPixel, un numero di pixel impensabile per un sensore 4/3 fino a qualche anno fa. E' lo stesso che monta la Lumix GX8? Cosi' dicono, purtroppo non ho elementi in mano per poterne essere sicuro e, dato che non ho provato ancora la Lumix GX8, non ho nemmeno elementi per dire che le due macchine in questo senso si assomigliano. Dicono pure che la Olympus Pen F non monti il filtro anti aliasing e francamente un'eccessiva (per me eccessiva) nitidezza sulle immagini prodotte e' quanto mai presente. Gli amanti del nitido estremo invece qui ci andranno a nozze.
Fortunatamente durante la stesura di questa recensione Adobe ha distribuito la versione di Light Room che contiene i codifica dei raw di questa macchina. Nella scatola della Pen F troverete il classico Olympus Viewer 3, potevo eseguire i miei test anche con questo software ma purtroppo ho difficolta' ad usarlo, a parte la lentezza sono troppo ben viziato con un software professionale come LR. 
Di seguito riporto alcune immagini che provengono dalla stessa, ma con una correzione in postproduzione mostro l'elasticita' della dinamica del sensore, ovviamente con nessuna velleita' estetica ma dimostrando quanto in un RAW la macchina possa disporre.

Alcuni scatti con forti escursione di luce, la dinamica del sensore e' sempre all'altezza e non ha presentato nessuna difficolta'

Stabilizzatore
La Olympus Pen F monta un sensore stabilizzato su 5 assi, come le precedenti Pen (EP5)? Non proprio. Non dobbiamo fare confusione. In occasione dell'uscita della Olympus OMD E-M5 MKII e' successo qualcosa che forse non tutti hanno posto l'attenzione che meritava. Olympus ha rivisto il sistema di movimento del sensore, lo ha fatto anche per supportare l'High Res ma anche per migliorare la stabilizzazione che ora garantisce 5 stop di guadagno. A dire la verita' personalmente vedo questo numero di stop dichiarati come la favola bella che descrive le caratteristiche tecnologiche di uno stabilizzatore in una brochure pattinata, sul lato pratico per me potrebbero essere 4, per un altro fotografo potrebbero essere 5, e' una quantificazione difficile da definire, tuttavia e' strepitoso come la macchina ci permetta di fotografare con tempi davvero lunghi senza produrre immagini mosse. La stabilizzazione si percepisce anche dal mirino, sfiorando il pulsante di scatto l'immagine "s'incolla" allo schermo, l'effetto e' sorprendente ma ritengo questa particolarita' forse la piu' significativa di queste macchine. Parliamoci chiaro, di molte cose si puo' far senza ma la stabilizzazione comincia ad essere davvero rilevante e..... crea dipendenza.

Z-olympus-pen-f-frontright-flashIl Flash
Nella macchina non c'e' stato verso di farci stare un Flash pop-up, "per fortuna" dico io, la macchina e' cosi' bella nella sua linea che probabilmente un flash avrebbe sporcato lo stile. E poi "per fortuna" due volte perche' raramente i flash a bordo macchina mostrano la loro efficienza. Nella scatola potete trovare una custodia e all'interno il suo flash, serio, veramente utilizzabile, "tiltabile" e ruotabile, con un NG da 12.9. Fidatevi di me, a questo punto meglio estraibile che pop-up.


A chi e' rivolta

E' uno strumento che ispira molto a fotografare, viviamo un' epoca dove l'immagine e' fondamentale e scaturisce da ogni risorsa tecnologica. Vediamo un numero di immagini nell'arco di un giorno che solo dieci o vent'anni fa potevamo sognarci. Viviamo in concorrenza per produrre immagini, la Olympus Pen F e' uno strumento che ne produce di qualita' e suggerisce l'idea all'artista di come interpretarle, ecco che si eleva dal classico telefonino ma diventa un pennello che modella le immagini a nostro piacimento. Facilmente nel mirino o nel display si possono visualizzare immagini in bianco e nero, con filtri digitali, con Art Filter, con schema colori modificato, il fotografo ha davvero uno strumento potente con il quale fissare e interpretare le sua "visioni".
Poi naturalmente anche il professionista puo' avere molto da questa fotocamera, magari affiancandola e condividendo le ottiche con un corredo Olympus OMD.

E' una fotocamera, dicevo, che porta ad essere ispirati a livello artistico, rispetto agli schemi soliti che mi vedono a pubblicare foto "naturali" mi sono sbizzarito un po' a lavorare con delle postproduzioni. E' una fotocamera che invita ad essere usata per cui sono stato sorprendentemente produttivo. Le foto che correlano la recensione, infatti, sono piuttosto suggestive, perdonatemi ma la tentazione e' stata troppo forte e ha obbligato la mia vocazione tecnica a stare zitta per un po'.

Scheda tecnica
E ora per fare un po' di concorrenza a chi le recensioni le fa con il copia e incolla vi riporto un po' di dati tecnici, vi riporto il link ufficiale di Olympus, e' inutile occupare spazio in questa pagina :-).


Ringrazio Polyphoto Spa per avermi messo a disposizione un demo per questa recensione.

 

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