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Lumix G DMC-G7

Panasonic-Lumix-DMC-G7-650x485Eccomi ad una recensione su cui dovro' stare molto attento, la Lumix G DMC-G7 e' una macchina che mi ha davvero convinto. Cerchero' di essere piu' obiettivo possibile. Si sa che le fotocamere a volte incontrano gusti molto personali, legati all'usabilita' propria e al proprio modo di fotografare, devo dire che la Lumix G DMC-G7 e' una macchina fatta apposta per me. Appena presa in mano c'e' stato subito feeling, Panasonic conferma una certa serieta' nel fare le cose, comandi sempre al loro posto, niente colpi di testa, cambi di direzione ed esperimenti. La Lumix e' una fotocamera gia' decisa,  la sua matrice sta nei prodotti precedenti. Ne usi una e le prossime ti garantiscono che i comandi siano sempre li'. Non ti trovi a chiederti "ma dove hanno messo il WB questa volta?" o altri simili domande che caratterizzano il tuo primo approccio. Inserisci la batteria, la sd card, imposti l'ora e subito ti senti a casa tua, pronto per scattare. Perche' e' quello che deve fare un fotografo, FOTOGRAFARE, non passare il suo tempo tra menu' e pulsanti a cercare le opzioni nuove o vecchie perdendo cio' che succede davanti. Tuffiamoci subito senza indugio nel suo utilizzo, le scoperte saranno molte.

Panasonic-G7-hero-4-650-80in mano
Chiunque abbia usato la Lumix G DMC-G6 dimentichi subito la difficolta' di gestire le rotelle, era quello il problema che personalmente avevo in quel modello. Con questo modello sembra che in Panasonic abbiano spazzato via i difetti della precedente, hanno conservato il target di utenza a cui e' dedicata la fotocamera e un po' la forma. Sembra che abbiano preso un fotografo e gli abbiano chiesto come volesse una fotocamera, attenzione, naturalmente sto estremizzando con questa citazione, ma davvero tutto quello che nella Lumix G DMC-G6 era un difetto qui e' diventato un pregio. Ho le mano grandi, stiamo parlando di una microquattroterzi, per cui un corpo macchina compatto, sempre al limite tra il troppo ingombro e i comandi troppo vicini. La Lumix G DMC-G7 si fa usare con una sola mano, le due rotelle principali sono posizionate perfettamente, sia se la usi con il mirino sia se la usi con il display. Indice e pollice descrivono un movimento naturale, per assurdo ti permettono la rotazione delle rotelle contemporaneamente. La rotazione e' metallica, precisa. L'interruttore di accensione e' li', con il pollice l'accendi e sei operativo. Davvero, la mano sinistra la potete mandare in ferie.... :). Il palmo regge bene la macchina, il pollice va a cadere sopra il gommino quasi naturalmente e il pulsante di scatto prende posto sotto l'indice. Sembra abbiano fatto i calco di un mano. Il blocco AE ti fa spostare il dito di un centimetro e lo stesso pulsante e' anche un selettore che ti fa cambiare la modalita' di messa a fuoco senza nemmeno guardare cio' che fai. Ho provato per curiosita' a girare il display chiudendolo, usando quindi la macchina senza aver bisogno del menu'. Questo per me e' importante, non voglio distrazioni dettate dalla tecnologia, voglio godermi cosa succede davanti a me e cogliere l'evento. E' la macchina giusta per fare questo. E' dotata di ben 5 tasti funzione meccanici interamente programmabili, in piu' ci sono anche i dei tasti funzione sul touch, comodi ma io so gia' che non li usero' mai. La rotella a sinistra impiega la mano sinistra quando questa non regge l'obiettivo, serve per decidere come opera lo scatto, se a modalita' singola, se a raffica, se a raffica con otturattore elettronico in 4K, con il Bracket, con scatto ritardato e time lapse. Basta. Il tutto con un selettore meccanico, bello e robusto. Panasonic da' il miglior esempio che potesse dare ossia la costruzione di una macchina tecnologica ma con i cari bei vecchi selettori meccanici molto cari ai fotografi (veri). Con questa usabilita' e con questa ergonomia potrebbe persino non metterci il display.
Si', c'e' un ottimo touch screen, francamente l'ho usato solo per puntare e scattare di tanto in tanto, lo si fa puntando il dito sul soggetto, la macchina mette a fuoco e scatta velocemente. E' piacevole pure usare il touch per sfogliare le foto, come fosse un telefonino.

Avvicino l'occhio al mirino, e' in posizione quasi centrale, leggermente spostato a sinistra, ha il visore ampio e comodo. I pulsanti che manovrano il cursore sono COME SEMPRE a doppio uso, come in tutte le macchine, -tranne GH4 che ha tasti dedicati- con il tasto UP si modificano gli ISO, con il tasto RIGHT il WB, e con il tasto LEFT si aggiusta l'area di messa a fuoco. Il tasto DOWN e' funzionale e il fotografo decide che funzione applicarci. Tutti tasti che richiedono il diplay o il mirino in quanto propongono solo la funzione, la scelta la si fa video.

Screenshot 2015-09-21 15.45.48Il display. Come in tutta la gamma Lumix Gx il diplay si apre a sportello ed e' girevole. Lo sportello posto nella parte inferiore della macchina si apre a scatto, ospita la SD-CARD e la batteria. Non ci sono contatti che lasciano pensare all'utilizzo del battery grip. Il foro filettato della piastra del cavalletto e' posto nel centro del piano focale e montando una piastra Manfrotto lo sportello assicura la perfetta apertura del vano batteria, non sono dettagli, quando si sta fotografando/lavorando queste sono cose che si fanno apprezzare.

Il flash. La Lumix G DMC-G7 e' munita di un flash pop up. In varie occasioni ho detto che penso male dei flash built-in, comunque c'e' e toglie le castagne dal fuoco al bisogno. Non e' molto alto purtroppo e soprattutto non e' direzionabile verso il soffitto. Direi un flash piuttosto tradizionale.

La macchina pesa 410gr, ne' tanto, ne' troppo poco. E' larga 125mm, profonda 75 e alta 86.

Dentro
Vediamo un po' di numeri, la macchina monta un processore molto potente, un Venus Engine 9 e un mirino OLED da 2360k dots. Il mirino lo reputo fantastico, anche a basse luci. Direi che su questa fotocamera cio' che eccelle in particolare e' proprio il mirino. Il cuore dell'immagine e' dato da un sensore Live MOS da 16 milioni di pixel. Come in tutte le micro4/3 e' dotato di un motore supersonico per innescare le vibrazioni che causano la pulizia dalla polvere per caduta. E' dotata di un'interfaccia wifi che vi permette di veicolare informazioni e foto che possono rendere davvero agevole il vostro lavoro, direi che la geolocalizzazione delle foto puo' essere la prima cosa utile che mi viene in mente ma anche la trasmissione delle foto ad uno smartphone per la successiva pubblicazione on line su un social network potrebbe essere valida. Ad ogni modo una trasmissione wifi vi apre la porta alla trasmissione, e' questo l'importante. Oggi i fotografi professionisti trasmettono le loro foto direttamente in redazione grazie a questa tecnologia, per assurdo il fotografo non e' il primo che vede la foto, la redazione la visiona e decide di pubblicarla nel momento in cui arriva.

Velocita'
Anche qui un po' di numeri, la Lumix G DMC-G7 ha una raffica di 8 scatti al secondo con otturatore meccanico che diventano 6 se si fotografa in AFC (messa a fuoco continuo). Con l'otturatore elettronico e in SH la raffica passa ad un massimo di 40 scatti al secondo, naturalmente variando le risoluzioni e la funzione del live view queste cifre si ridimensionano. La velocita' di messa a fuoco varia con il tipo di obiettivo usato, ad ogni modo siamo nella norma, ho visto dei sensibili miglioramenti sulla tracciatura del corpo in movimento. Dire che la messa a fuoco e' veloce e precisa e' il minimo, gia' con i modelli precedenti eravamo arrivati ad ottimi livelli, con questo modello la macchina si supera.
Il tracker e' una funzione che uso poco e che in passato e' solo servita a farmi perdere tempo ma ho fatto dei test su degli uccelli in volo e direi che ormai ci siamo. Da informatico ho sempre pensato che non dipendesse dall'algoritmo ma dalla velocita' del processore, ormai con le soluzioni di calcolo ci siamo gia' da un po', erano i processori a non starci dietro. La Lumix G DMC-G7 e' davvero una macchina performante, anche se so che in futuro sara' superabile non immagino a quale utilita' andremo incontro ad essere piu' veloci. La Lumix G DMC-G7 introduce il 4K Photo Mode. Vediamo cosa propone questo modo di operare. Lavorando in questo modo la macchina scatta foto a 8 milioni di pixel, circa, ma riesce a farne ben 30 al secondo! Se poi pensiamo che l'occhio umano distingue il movimento fluido a circa 25 frames al secondo da qui capiamo che le foto risultanti, messe in sequenza veloce, fanno un video. Si', capisco di aver espresso il concetto in maniera semplicistica ma fondamentlamente e' quello che e' in grado di fare la Lumix G DMC-G7. Per cui munitevi di una SD-Card molto veloce e capiente, inquadrate la vostra scena e tenete il pulsante premuto, avrete, per 30 minuti (e' il tempo limite massimo), la possibilita' di riprendere tutto cio' che vi succede davanti ed avere poi il gravoso compito di scegliere i momenti migliori tra una quantita' di foto spaventosa.

Video
Non ho quasi mai citato il video 4K fino adesso, almeno non quanto Panasonic lo vorrebbe in quanto ne fa icona della campagna pubblicitaria della Lumix G DMC-G7. Chi mi conosce sa che sono pratico e non do' importanza ai campanelli e ai cartelli. Tuttavia il 4K e' una tecnologia su cui difficilmente potrei passare sopra. Icona o no, la Lumix G DMC-G7 produce immagini 4K come la sua sorella maggiore la Lumix G DMC-GH4. Da buon fotografo tradizionale mi sono sempre tenuto a debita distanza dai video ma e' una realta' sempre piu' importante nelle fotocamere moderne, nata ai primi tempi come opzione ora raggiunge l'efficienza che puo' fare di un fotografo un videomaker professionale. Forse non l'ho fatto abbastanza nell'occasione della recensione della Lumix G DMC-GH4, se fosse cosi' parliamone. Premetto che il 4K tende fondamentalmente ad indicare una risoluzione, 4K sta per 4000, ossia i -circa- 4000 pixel di larghezza dell'immagine video. La Lumix G DMC-G7, infatti, produce video da 3840x2160 pixel, con una densita' di 30p. Video nitidissimi e risoluti, avrete addirittura qualche difficolta' ad apprezzarli se avete un PC datato o un televisore non dedicato. La mole di informazioni e' davvero notevole ma attenzione, tutt'altro che inutile, guardatevi un video 4k e capirete il perche', vi si aprira' un mondo pieni di piccoli particolari che altrimenti non notereste, indossate gli occhiali migliori che avete se avete problemi di vista, vi sembrera' di vivere con nuovi occhi. La Lumix G DMC-G7 non sforna solo immagini 4K, naturalmente potete scendere in Full HD oppure in HD ma ho come l'impressione che una volta che vi sara' noto il mondo 4K difficilmente farete senza. A proposito di video ricordo pure che la Lumix G DMC-G7 ha uno sportello a sinistra (quindi che non va ad interferire con il diplay ruotabile) che cela le interfacce audio e video, quindi l'uscita hdmi (micro) e l'ingresso stereo per un microfono.

Se qualcuno leggendo tutto cio' ha pensato a cosa puo' servire la GH4 allora incontra il mio pensiero. La Lumix G DMC-G7 ha quasi tutto cio' che ha una Lumix G DMC-GH4 per quanto riguarda il video. Diciamo che non ha un corpo tropicalizzato e una costruzione Pro, pero' come secondo corpo, per un videomaker, lo consiglio.

Rumore
Come sempre tutto e' relativo alle proprie esigenze, per scrupolo riporto delle foto che ho fatto ai vari iso. A mio parere la macchina regge bene fino a 6400iso dopodiche' viene a mancare il dettaglio, questo e' dovuto al firmware che naturalmente corregge il segnale disturbato a scapito della nitidezza. Va detto che una macchina cosi' non va sicuramente utilizzata sistematicamente per fotografare in assenza di luce, gia' il fatto che arrivi indisturbata a 6400 la fa veramente essere un fenomeno. Non ho avuto modo di capire bene al lato pratico come funziona ma leggo che il firmware agisce in maniera intelligente sulla correzione del rumore, praticamente in base alle condizioni specifiche di ogni scatto effettua una elaborazione adeguata. E' l'unica cosa che posso riportarvi in quanto sono stato in grado di apprezzare queste situazioni differenziate. La stampa e le reviews straniere la ritengono al top come prestazione ad alti iso se la paragoniamo ad altre macchine dello stesso segmento. Francamente per me diventa difficile riuscire a fare paragoni che abbiano un senso, di sicuro e' davvero performante, e' innegabile che in questi ultimi anni le macchine con il sensore piu' piccolo abbiano fatto davvero dei salti da gigante, tra un anno sara' ancora meglio. Il contenimento del rumore e' un piano su cui si battono i brands per determinare molto del loro mercato, di sicuro da parte mia non sara' un pixel piu' o meno colorato che pesera' sulla mia scelta. Ho usato la Lumix G7 in condizioni difficili affiancandola ad una Canon 5D MKII, quindi una Full Frame, per alcuni lavori ma non ho visto grosse differenze. Ad ogni modo vi pubblico il mio classico e noioso test sulla scaletta degli iso. Tenete conto che la fotocamera raggiunge anche i 25600 iso, un po' come dire che la vostra Fiat Punto raggiunge i 200 solo perche' e' scritto sul contakilometri.

Dinamica del sensore

La dinamica del sensore della Lumix G DMC-G7 non si sottrae di sicuro alle severe regole poste dalla sensibilita' del sensore, ad alti iso le cose cambiano anche per la miglior macchina fotografica al mondo. Anche in questo caso ho fatto dei test, ho cercato di realizzare le classiche foto con un istogramma che tocca gli apici. Devo pero' fare una premessa, solitamente per fare questi test mi affido molto a LightRoom, opero sui raw cercando di massacrare il fotogramma con i livelli. Purtroppo pero' la macchina e' appena uscita e nonostante sia munito dell'ultima versione di LR purtroppo la decodifica del raw di questo sensore non e' ancora disponibile. Per cui nel momento in cui sto scrivendo posso solo farvi vedere i jpeg risultanti e non la fusione. Ho dovuto per forza, quindi, adattarmi alle regole di un software che conosco meno, mi riferisco al SILKYPIX Developer Studio che troverete comunque nel DVD incluso nella confezione. Tengo a precisare ancora una volta che e' come procedere con l'HDR MA NON UTILIZZANDO FOTOGRAMMI ESPOSTI DIVERSAMENTE, bensi' raccogliendo le informazioni sullo stesso raw. A mio giudizio la dinamica soffre di riflesso la rumorosita' indotta dall'amplificazione dei fotodiodi nelle ombre. Fermorestando che il test e' impietoso, evidenzia i limiti di QUALSIASI MACCHINA, va detto che io in questo caso ho pure esagerato ma questa fotocamera mostra i muscoli per cui ho dovuto forzare davvero la mano. Ho generato 6 jpeg da questo raw, rispettivamente -2,-1,0,+1,+2,+3 stop da SILKYPIX. Come notate nelle ombre schiarite si nota del rumore che tende ad impastare il dettagli0, nella foto tutto e' visibile comunque e noto un comportamento inaspettatamente positivo nella alte luci. Un buon sensore davvero. Di certo quando facciamo le foto non ci mettiamo a fare martellare sull'incudine il sensore in questo modo ma il test ci fa capire dove possiamo arrivare.

Comandi Creativi
Stesso discorso per la Lumix GM5 della recensione precedente, davvero piacevoli. Questa volta vi riporto qualche foto. E' un ottimo modo per finalizzare degli scatti, piacciono sempre in quanto rendono piacevole anche il piu' inutile soggetto :). A parte la battuta, fotografia e' divertimento e di certo questi postproduzione rapidi possono aiutare anche in questo. Sono davvero tanti: Expressive / Retro / Old Days / High Key / Low Key / Sepia / Monochrome / Dynamic Monochrome / Impressive Art / High Dynamic / Cross Process / Toy Effect / Toy Pop / Bleach Bypass / Miniature Effect / Fantasy / One Point Color.

a chi e' rivolta
Ad un pubblico davvero vasto. Sicuramente esigente. Le immagini restituite da questa macchina sono davvero nitide e brillanti, all'occorrenza, in assenza di luce, e' adoperabilissima, non esiste un campo in cui questa macchina arranchi. In condizioni di luce davvero precarie il sensore soffre il rumore, certamente non e' una macchina che si usa costantemente a 12800 iso, a quei tagli di iso non si puo' fare a meno di una correzione ma e' ovvio che il dettaglio viene pesantemente compromesso. L'utente va dal fotografo alle prime armi che desidera fare sul serio al fotografo professionista che vorrebbe una spalla alla sua prima macchina. Di certo ci troviamo di fronte ad un corpo fisicamente robusto, senza fronzoli di stile, non strizza l'occhio alla moda, presenta un top squadrato in un corpo tondeggiante. Ottima come macchina da viaggio, non attira troppo l'occhio nelle locations a rischio di scippo. Se dovessimo invertire un detto potremmo dire che e' una macchina "poco fumo tanto arrosto".

difetti
Non saprei. Davvero. Ragionevolmente non saprei che dire. Che a 12800 iso e' "rumorosa"? Si vabbe', sono di estrazione tecnica, se non lo fossi direi pure che e' un difetto il fatto che non faccia il caffe'. Solo dettagli, lo slot per la SD-Card l'avrei voluta sul fianco, come la troviamo sulla sorella maggiore la Lumix GH4. Il display e' montato su un telaio un po' plasticoso all'apparenza ma secondo me e' stata una scelta pratica. Per i maniaci del click inteso come rumore dell'otturatore meccanico possiamo dire che il rumore dello scatto non e' tanto piacevole, ovvio che e' questione di gusti, ma io amo lo scatto piu' ammortizzato, meno secco.

E ora un po' di foto, come sempre non corrette, cosi' come sono uscite, senza elaborazioni. Come di consueto nei miei test evito le foto "piacevoli", le classiche foto stupende che vi farebbero comperare la macchina anche subito, se volete quelle dovete andare sul sito Panasonic, io inquadro, scatto e pubblico. Vi pregherei di notare i dati exif e soprattutto come certe foto sono state scattate nel sottobosco, patria difficile per tutti i sensori. L'ambiente era composto da forti differenze di luce, pietra spesso bianca e riflessi. Tecnicamente la fotocamera se l'e' cavata benissimo, con una sapiente postproduzione e con inquadrature di effetto direi che c'erano tutti gli ingredienti per confezionare delle foto effetto "wow"!

Ricordo che questo prodotto per il canale fotografico e' distribuito da Fowa Spa che gentilmente ci ha concesso questo esemplare per la nostra recensione.

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