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Panasonic Lumix DMC-GM5K

gm5Quest'estate per me e' stata sotto l'insegna di Lumix. Questo e' il primo di tre articoli che se avrete la pazienza di leggerli vi diranno molto sulle apparecchiature microquattroterzi di Panasonic.
La rassegna parte con una minimacchina, la Panasonic Lumix Gm5. Nelle pagine di questo blog troverete pure la mia recensione sul modello predecessore, la Lumix GM1.
Si tratta di una fotocamera che puo' fregiarsi del prefisso mini solo per il fatto di essere molto piccola per le sue dimensioni fisiche, in realta' e' una macchina completa di tutto, non per ultimo il fatto di essere completamente compatibile con il sistema micro4/3 e quindi poter montare tutti gli obiettivi previsti per questo standard, dai Lumix ai "panaleica", dagli mZuiko ai Sigma dedicati fino ad arrivare all'ottimo tuttofare della Tamron 14-150mm per micro4/3
Ovvio che le dimensioni possono renderne complicato l'uso con quegli obiettivi di notevoli dimensioni pero' di fatto sono utilizzabili.
La macchina utilizza tutta la tecnologia della precedente, in particolare l'otturatore meccanico a motore, microscopico e dal rumore paragonabile al battito di ali di un calabrone... si fa per scherzare... ma quasi ci siamo.


E' larga poco meno di 10 cm, spessa 3,5 cm circa e alta 6.
Ho provato questa macchina in agosto, spesso usandola con altre e altrettanto spesso usandola da sola, non dico di averla tenuta in un taschino, pesa 200 grammi, ma l'ho celata facilmente in un marsupio e nella borsa di mia moglie che spesso si e' dilettata ad usarla senza problemi.
La macchina viene venduta in kit con l'ottimo 12-32mm F3.5-5.6 stabilizzato, un obiettivo tutto fare, collassabile e quindi quando e' chiuso occupa davvero poco spazio.

images-2In mano
Piccola davvero, ma ben studiata nell'ubicazione delle leve e delle rotelle. Solo la rotella dei tempi/diaframma e' in un punto critico. Se si usa la macchina con il display non c'e' problema ma se la si usa con il mirino diventa scomoda, la fronte va in concomitanza proprio con il pollice e non permette una regolazione agevole. Per il resto e' quasi incredibile come i tecnici di Lumix siano stati in grado di farci stare tutto come fosse una macchina professionale.
Per quanto riguarda la facilita' d'uso direi che anche qui Lumix gioca la sua carta migliore che si gioca pure sulle altre macchine, ossia utilizzare i tasti freccia come tasti univoci che vi proiettano dritti a determinate funzioni. Infatti, se fate eccezione della Lumix GH4 che e' una macchina rivolta ad un pubblico molto piu' esigente, in TUTTE le fotocamere Lumix con tasto UP si seleziona l'ISO, con il tasto RIGHT il bilanciamento del bianco, con il tasto DOWN la modalita' di scatto (scatto, singolo, raffica, scatto ritardato) e con il tasto LEFT si posiziona l'area di messa a fuoco.
La coerenza di Lumix nell'adottare questo schema nelle proprie fotocamere fa si' che il fotografo agisca velocemente nel cambio di operativita'. Aggiungo che anche chi si avvicina per la prima volta a queste macchine si trova bene in quanto queste funzioni sono serigrafate, le vedi e premendo in un attimo cambi i valori.
Anche la Lumix GM5 ha questa caratteristica. Non posso fare a meno di pensare a chi comprera' questo gioiello come seconda macchina, nel caso in cui possieda una Olympus OMD non avra' problemi nel cambio in quanto sara' solo questione di leggere il nome del tasto, ancor meglio se il suo primo corpo sara' una Lumix G in quanto le funzioni sono perfettamente replicate.
Anche l'ubicazione dei tasti LVF, PLAY e WIFI sono di facile utilizzo, lo spazio che occupano e' perfetto in quanto sono tasti che non hanno grandi priorita' nell'utilizzo.
Peso? precisamente 211 grammi...... e' quasi troppo leggera :).

Dentro
Prendiamo un cacciavite e la apriamo? meglio di no. Non oso pensare cosa ci sia dentro, penso una sorta di puzzle 3d tecnologico, dove ogni piccolo elemento trova il suo piccolo spazio incastonato tra gli altri.
Se non possiamo aprirla fidiamoci di cosa ci dice la specifica, la Panasonic Lumix GM5 ha un sensore da 16 milioni di pixel, un mirino da 1.166.000 punti, un otturatore meccanico che, come dicevamo, e' rivoluzionario per lo spazio che occupa, un display da 3 pollici da 921.000 punti e un firmware potente da dove si e' in grado di controllare un po' tutto.
gm5flashLa macchina non ha una fattura economica per nulla, e' praticamente tutta in metallo, trasmette il senso di robustezza e solidita' anche se il peso e' ridotto.
A bordo mancano solo due cose, lo stabilizzatore di immagine e il flash. Il primo lo troviamo a bordo delle ottiche, non mi stanco mai a dirlo in questo blog che se escludiamo la Lumix GX7 e GX8 Panasonic ha scelto di stabilizzare le ottiche piuttosto che il sensore.
Il flash c'e', ma non e' built in, e' carinissimo, e' dentro la scatola in un grazioso sacchettino. Chi trova in questa scelta (secondo me obbligata dato le dimensioni della fotocamera) scomoda mi trova in disaccordo, personalmente non amo i flash built in, sono sempre troppo piccoli e montati in un supporto che li pone troppo vicini all'obiettivo, la loro efficacia e' davvero critica. Il flash della Lumix GM5 e' un ottimo flash esterno montabile in slitta, nessuno ci vieta a tenerlo li' spento ma tengo a sottolineare che l'approccio del flash esterno lascia piu' spazio alla scelta che vota qualita' e utilizzo consapevole.
Chiedete a qualsiasi fotografo di mestiere cosa pensa del flash built in.
Con questa macchina saro' cattivo in altri casi ma l'assenza del flash per me non e' un difetto.
La macchina dispone di interfaccia WIFI e un comodo sistema a QR Code per effettuare il pair dei dispositivi, quindi "accoppiarla" al vostro telefonino sara' un attimo.

Rumore
Come sempre tutto e' relativo alle proprie esigenze, per scrupolo riporto delle foto che ho fatto ai vari iso. A mio parere la macchina regge bene fino a 6400iso dopodiche' viene a mancare il dettaglio, questo e' dovuto al firmware che naturalmente corregge il segnale disturbato a scapito della nitidezza.
Va detto che una macchina cosi' non va sicuramente utilizzata sistematicamente per fotografare in assenza di luce, gia' il fatto che arrivi indisturbata a 6400 la fa veramente essere un fenomeno.



Velocita'
Se pensate che abbia le "pause" della tipica compatta dimenticate questo. Per "pause" intendo quella lentezza al momento dello scatto, oppure le incertezze sulla messa a fuoco. La Lumix GM5 monta un processore Venus Engine che elabora foto campionate da un sensore CMOS, se la vedessimo con occhi informatici diremmo che e' una piattaforma embedded di elaborazione ad alto livello. Con gli occhi di un fotografo diremmo che a piena risoluzione la macchina sforna 5.8 fotogrammi al secondo senza tracking focus. Se la macchina opera con otturatore elettronico e con qualita' SH restituisce ben 40 fotogrammi al secondo, una mitragliatrice.
La messa a fuoco dipende molto dall'obiettivo usato ma per mettere in crisi il 12-32mm del kit bisogna davvero mirare in assenza di contrasti oppure con scarsita' di luce, per il resto e' sempre puntuale e preciso.

Dinamica
Se il sensore non viene "tirato" dagli iso mantiene una buona dinamica, da un raw si ottiene tutto, anche la' dove si pensa che le ombre si mangino il dettaglio.
A proposito di cio' ho fatto un test particolare, ho preso un unico RAW da cui derivano 5 copie. Alle varie copie ho dato una correzione in postproduzione rispettivamente di -1.00, -0.50, +0.50, +1.00, +2.00 stop. Dopodiche' li ho fusi assieme. Attenzione, e' un procedimento simile all'HDR ma di fatto non lo e' in quanto mi sono affidato alla gamma dinamica di un solo scatto, non ho fatto riprese corrette in loco. In un solo scatto praticamente riassumo tutte le informazioni che la macchina mi ha dato con un solo raw bilanciato. Un risultato non male se consideriamo i 500 iso di scatto e che ho pure raccolto informazioni nelle alte luci. Il test e' puramente tecnico, non ha alcun valore fotografico.

Comandi Creativi
Lumix li chiama cosi', i comandi creativi sono una serie di elaborazioni che la macchina puo' fare in ripresa, delle postproduzioni vere e proprie. Solitamente in ogni test mi diletto a fare qualche scatto con queste elaborazioni ma non ritenendole delle vere e proprie novita' mi appello ai test precedenti. Nel pianeta Olympus si chiamano Art Filter, stanno prendendo piede e francamente fanno risparmiare del tempo al fotografo che altrimenti farebbe queste postproduzioni al computer, ovvio che e' meglio passare piu' tempo sulla macchina fotografica che sul computer. Tuttavia e' nella mia intenzione dedicare del tempo per un articolo intero a questo tipo di elaborazioni.


imagesFunzioni
La morte sua? Ve lo dico io. Sfruttare le sue dimensioni davvero minute collegando la Wifi con il vostro smartphone, e fare i vostri percorsi fotografici salvando le foto in un hosting oppure pubblicandole in un social network, tutto cio' in tempo reale. Ecco che improvvisamente una macchina che sembrerebbe di target amatoriale diventa magicamente un'ottimo strumento per chi viaggia o ne fa uso professionale con l'esigenza di pubblicare da un editore foto e video nel giro di pochissimo tempo.
Video? ovvio. Ormai tutte le macchine li fanno, non ha la risoluzione 4k ma con un 1080p a 50fps offre dei video dettagliatissimi. Se la comprate vi consiglio delle SD Card capienti e molto veloci.
Come vi dicevo e' munita di un otturatore meccanico di recente concezione ma per raggiungere il tempo di 1/16000 attiva l'otturatore elettronico che comunque e' sempre attivabile.
Dispone di un esposimetro che campiona 1728 zone del fotogramma, ho cercato di sballarlo considerando di riprendere scene "difficili" ma e' praticamente impossibile ingannarlo, credo che con l'impiego di processori sempre piu' potenti e la possibilita' di lavorare sulla zona inquadrata perennemente dal sensore e quindi riportata in memoria per l'elaborazione, queste mirrorless, siano sempre piu' perfette nel calcolo dell'impostazione diaframma/tempo.
Da non dimenticare pure un correttore di diottrie, da -4.0 a +4.0, caratteristica delle grandi. Ve lo dicevo che pare piccola ma ... non lo e'.

a chi e' rivolta
Avevo accennato all'ottima opzione di seconda macchina. Il fotografo che gia' possiede un corredo Lumix G e che in determinati momenti vorrebbe la classica macchina da taschino per le uscite in cui la fotografia non e' l'interesse primario. Poter utilizzare gli obiettivi del corredo non e' certo un benefit a cui rinunciare.
Volete il nome e il cognome di un'altra persona a cui e' rivolta questo gioiello? ok, ve lo do'. La vostra compagna. E' una macchina che scompare dentro una borsetta, che all'occasione userete anche voi senza trovarvi spiazzati dai comandi, vanta dei controlli iAuto tipici di queste macchine per cui utilizzabile anche da chi non mastica fotografia, punti e scatti.
Anche gli anziani non fotografi la trovano un'ottima fotocamera, legati ai vecchi tempi avvicinano l'occhio sulla macchina in quanto spesso non assimilano bene l'uso del display, la GM5 ha un ottimo mirino.
Per ultimo cito chi ho pensato per primo. Ho immaginato il fotografo moderno, giovane e che non vuole impegnare troppe risorse sulla fotografia, hobby con cui ha appena iniziato, annotate le voci di questo corredo: Lumix GM5, Zoom tutto fare 12-32mm F3.5-5.6 e zoom tele 35-100 F4-5.6. 3 pezzi d'oro che faranno di voi un fotoamatore che godra' di tutte le recenti tecnologie per produrre foto di qualita' che non avranno nulla da invidiare ad altri sistemi.


difetti
Odio le recensioni che raccolgono in tre righe pregi e difetti, come se i nostri acquisti dipendessero da una bilancia, vedetelo come una sorta di riassunto di cio' che ho scritto con qualche piccola aggiunta.
- Serigrafia delle scritte sulle rotelle poco visibili, se si ha qualche problema con la vista da vicino spesso diventa difficoltoso leggerle.
- mirino, ottimo, ma con uno spiacevole effetto tunnel, o meglio io l'ho chiamato effetto passe-partout, ossia una cornice nera troppo evidenziata intorno, quindi "la finestra" in cui si affaccia l'occhio (per altro molto grande) e' purtroppo sacrificata da questo spazio non utilizzato.
- Rotella dei tempi/diaframa (e' multifunzione) ubicata non in uno spazio felicissimo, ne ho parlato nella recensione
- Raramente parlo di prezzi in questo blog, la questione economica e' sempre relativa al fotografo, alle sue esigenze e alle sue possibilita'. In questo lo faccio ma con la scusa anche di far risaltare un ragionamento. Per il segmento che la macchina occupa direi che Panasonic piazza questo gioiello (non uso a caso questa parola) in una fascia di mercato economicamente esigente, la fotocamera e' cara. Avevo espresso alcuni consigli sul target, nominando il neofotografo che vuole un mini corredo di qualita' o alla moglie di turno che di tanto in tanto si diletta a fare qualche foto. Beh... si', e' un gioiello di valore, e come tale va pagato.


Ed ora un po' di foto realizzate con la Lumix GM5, naturalmente di valutazione tecnica, nessuna foto e' stata elaborata.

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